
Riferimento a fatti o persone puramente causale: “Non so cosa mi stia succedendo, mi sono messa a piangere di fronte al responsabile dell’ufficio visti. Lì in ambasciata. Ero andata per lamentarmi per quello che a mio parere era un disservizio dell’Ufficio e sono stata attaccata come un’arrogante che chiede un favore che loro potrebbero anche non farmi perché in fondo quello che chiedo è un visto per turismo e non per gravi problemi medici (insomma che questi bosniaci vogliano anche fare vacanze in Europa è inaudito!).
Sono due settimane che mi informo per capire cosa ci vuole per far avere il visto per l’Italia ad una mia amica. Prima faccio l’invito io poi sembra meglio che lo faccia mia madre, mia madre esegue sbagliando un paio di volte e mandando il fax un paio di volte. Io chiamo venti volte chiedendo tutto: seil fax è arrivato, quali sono i documenti, cosa devo fare io e ogni volta il tizio dell’Ufficio Visti mi dice alcune cose, ma non tutte. Non so, forse pensa che sia tutto così evidente che non c’è bisogno neanche di dirlo, quindi si perde altro tempo perché la mia amica che ne sa molto di più, essendo abituata ai visti, mi chiede altre informazioni che non mi hanno dato.”
(Via Kafana.)
