Messaggero Veneto
Anche quest’anno il Visionario di via Asquini, concluso il Far East Film Festival, aprirà le porte a vicino/lontano. Non più e non ancora per Fuorirotta, sezione del progetto vicino/lontano dedicata al viaggio e ai viaggiatori (che si realizzerà in autunno, dal 9 all’11 novembre), ma con un significativo calendario di proiezioni, tutte in programma per il pomeriggio di sabato 12 maggio.
I giornalisti Paolo Aleotti e Luciano Minerva, alle 14, proporranno il documentario Tutti i colori di una vita. Tiziano Terzani si racconta, una produzione di Raitre e Rainews24 in cui la voce di Tiziano Terzani ripercorre per il figlio Folco la propria vita, dall’infanzia povera nella Firenze del dopoguerra alla scoperta dell’India, negli ultimi anni. Al racconto del giornalista e scrittore fanno da contrappunto alcuni brani delle interviste più significative rilasciate dallo stesso Terzani tra l’85 e il 2002 e le testimonianze della moglie Angela e della figlia Saskia. Le musiche originali, composte ed eseguite dalla pianista Rita Marcotulli e dal chitarrista vietnamita Nguyen-le, ricreano in sottofondo l’incontro tra la cultura occidentale e quella orientale che è stato il filo rosso dell’esperienza professionale di Terzani. Il documentario verrà riproposto in replica, alle 20, nella chiesa di San Francesco, a conclusione dell’incontro Terzani vs Terzani in cui la moglie Angela e il ministro Giuliano Amato, amico e compagno di studi di Terzani al Collegio Sant’Anna di Pisa, ripercorreranno insieme, con la moderazione del direttore di vicino/lontano Marco Pacini, l’esperienza del giornalista-scrittore e il suo percorso umano e professionale attraverso i teatri bellici e politici del mondo contemporaneo, fin dentro all’intimità della sua stessa malattia e della morte.
E a uno dei teatri bellici più agghiaccianti della storia contemporanea è dedicato Souvenir Srebrenica, il progetto di teatro documentario di Roberta Biagiarelli, in programma al Visionario (alle 15.30). Nato in occasione del decennale del genocidio di Srebrenica, il documento raccoglie materiali diversi, con l’intento di far conoscere a quante più persone possibili quello che è accaduto e impedire che su di un male che si può scrivere con la maiuscola possa calare la cortina del silenzio e della dimenticanza. «È giusto – sottolinea Paolo Rumiz, giornalista e scrittore inviato di Repubblica – che sia una donna a dirci tutto questo. Solo una donna sa assumersi la fatica della memoria nera. Roberta Biagiarelli ci guarda diritto negli occhi, ci rammenta che la Bosnia è il monumento alla nostra vergogna di europei. In piedi, nel mattatoio vuoto, ci dice che non è finito niente».
Alla ex Jugoslavia è dedicato anche A Minority Report – Kosovo Minorities. Eight Years After (alle 17.30) di Stefano Giantin, giovane documentarista di Gemona. Forte della sua formazione – è laureato in Relazioni internazionali e ha poi conseguito, tra Roma e Copenhagen, un master in diritti umani – Giantin propone un documento auto-finanziato dalla casa di produzione indipendente Saputnik di Gemona. Sullo sfondo, la storia recente del Kosovo, a partire dal 1999, anno in cui venne resa operativa la risoluzione 1244 delle Nazioni Unite che affidò all’Ocse il compito di stabilire nuove istituzioni democratiche, dopo i bombardamenti della Nato disposti per fermare le violenze perpetrate ai danni della popolazione albanese dal regime di Milosevic. È una galleria di interviste che, da diversi punti di vista, cerca di fare luce sul vuoto amministrativo che si è creato all’inizio della missione Onu, vuoto che ha lasciato spazio alla violenza indiscriminata ai danni delle minoranze.
Le due proiezioni faranno da corollario al confronto di San Francesco Ieri jugoslavi, apolidi oggi (sempre sabato 12, alle 9.30), in cui vicino/lontano punterà doverosamente l’obiettivo sul tema, finora trascurato, della disintegrazione dello stato jugoslavo, con il contributo di Marie-Janine Calic, Nicole Janigro, Roberto Pignoni, moderati da Jasna Babac.
